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27 febbraio 2007

KILLZONE

Certe cose vi danno fastidio, ma siete feticisti e le leggete o le guardate o ancora le vivete, senza muovere il culo: in altre parole, non le eliminate.
Fate come me, dimostrate di avere piu neuroni di quanto non mostriate di solito.
Lo zio Adolf, quando i treni arrivavano in orario, ci provo con metodi drastici, lui bruciava i libri e sterminava anche una razza nello stesso momento.
Che genio fesso, per un cazzo di momento ce la stava facendo, zio sporco.
Voi però potete fare anche meglio e senza creare un eccessivo contraccolpo economico nel mercato dei saponi naturali: se siete stanchi, stufi, depressi dei soliti vostri delatori petulanti con le loro notizie cacatedalcazo, semplicemente, cambiate canale, leggete altro o, ancora meglio, non leggete affatto.
Se seguirete il mio consiglio, vederete da voi, le cose non accadranno, senza trucco e senza inganno, solo per mera sopravvivenza.  
Suvvia, provate, è gratis e non vi si richiede nemmeno di sterminare una razza a vostro piacimento.

Aut. Min. Ric. 793456/07 Usare solo se in caso di necessità e quando dotati di cervello. Cervello cosa? Boh, bu bu.




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10 maggio 2006

STUPIDE CREATURE PENSANTI

"Allora, è ancora viva?"
"Sì Alfred, non è mica facile ammazzare qualcuno legalmente!"
"Eppure questo è l'alibi perfetto!"
"Lo so, lo so!"
-TocToc-
"Norman! Cosa fai lì dentro? Vieni fuori!"
"Arrivo mamma! Arrivo!... devo andare Alfred"
La primavera mi è aliena.
Si introduce nel mio sangue donandomi occhi rossi figli di quei bitorzoli bianchi di pioppi di puttana.
La primavera ha un effetto strano sulla mia mente.
Come un mattone in testa, misto alla sensazione che uno slavo-serbo-croato-russo-inglese-francese-si-ho-studiato-lingue stia per farti anche i buchi che hai nel calzino destro.
La primavera è così, mi rende pigro, per questo non mi taglio le unghie e per questo ho i buchi nel calzino, proprio dentro al condominio.
Ieri sera, da idiota quale sono, purtroppo ignaro dell'esistenza della primavera causa freddo, ho cercato di vedere di nascosto miss acido lattico alla stazione di Akraponbajnab sud e scusate se occulto il nome perché loro mi stanno cercando, ma occhio allo slavo di cui sopra se ci capitate, sono amici di Al-Zarqawi e lui vive con miss acido lattico, che è un maschio ma ha il nome da femmina tanto è puttana.
Comincio lentamente, giusto per curiosità.
Poi la follia dell'acido in stato di ritardo mentale che premeva suimuscoli e nei legamenti del ginocchio destro (l'inquilino di sopra del piede dove vive anche il buco), provoca in me una sana e iraconda crisi di panico, con annessa fuga (a piedi, non di corsa) e recupero in extremis da parte di un amico pieno di caritas e carte di credito.
Non è che essere arrivato ad Akraponbajnab sud con una machcina, la mia, che faceva i 140 limite 40 mi abbia aiutato.
Pergiunta, nel frattempo, il tizio che guidava l'auto, cioè io, è quasi morto.
L'acido lattico è tossico e tutto in primavera deve morire.
La primavera è la stagione della morte, della distruzione.
E le piante rinfioriscono e vi mostrano pene e vagina, ma nessuno se ne scandalizza.
E poi si riempie di bestie, alieni divenuti cosini pieni di miele.
Alieni e genitali, pieni di acido lattico.
Eccola donna primavera.
In più hitler e maometto sono nati il 20 aprile, ci sarà qualcosa dietro tutto ciò.
E voi, stupide creature pensanti, manco ci pensate.




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8 maggio 2006

SUNDAY BLOODY SUNDAY

Certe domeniche vedi gente allo stadio che piange.
Poverini, quasi le trattengono a stento. 
Vengono chiamati la triade, coma la santissima trinità.  
Un vero insulto all'intelligenza di tutti, nel caso specifico, la mia.
Li vedo che versano lacrime e penso che in fondo sono un violento.
Per loro, ma non solo per loro, mi piacerebbe realizzare un palo di legno, levigarlo per bene con gli strumenti da falegname di mio nonno.
Si, lo ammetto, mio nonno era un falegname, uno dei più bravi che abbia mai conosciuto, sicuramente uno degli ultimi a costrursi gli arnesi da solo.
Era un falegname esperto proprio come San Giuseppe, anche se va detto che era più vicino al vino, alla bestemmia facile e alle legnate ai figli, piuttosto che alla carità cristiana (e sarà forse per questo se ogni tanto perdo volentieri la testa).
Ed è vorse per questo che nella mia mente malata non sarebbe sufficiente un palo di legno levigato per questi figli di buona donna.  
Quel palo lo immergerei sapientemente nella resina e poi, previa attenta preparazione, in una vasca di frammenti di vetro, grossi quanto basta da far male.
E la soluzione allora sarebbe chiara ed assolutamente fantastica (o fanatica). 
Un pò sui denti, un pò sulla schiena, qualche colpo alle gambe e poi almeno trenta centimentri di quel palo da tortura su per il culo, fino a vedere la loro anima grondante di merda e sangue uscire dal quel buco tanto simile a quello da cui sono nati.
Magari con tante lacrime, che in questi tempi fanno tanto moda alla tv.




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28 febbraio 2006

CINICO SEMAFORO

Dev'essere dura la vita di uno slavo al semaforo, non posso negarlo: Neve, pioggia, sole, smog, sempre i soliti stronzi che passano... non ci son cazzi, la loro vita è una merda.
Ma quando mi chiamano "amigo" o mi poggiano la sciarpa sozza sulla macchina sporca, mi verrebbe solo da stirarli per bene per fargli pulire giusto quei due trecento metri di strada che li separano da quello successivo.
Non sono tuo "amigo" e se la mia macchina è sporca ci sarà sicuramente un motivo.

P.S.
Ogni commento antirazzista sarà cassato con o contro la vostra buona intenzione.




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28 dicembre 2005

DIECI CENTILITRI CUM LODE [POST V.M. 18]

Non si è parlato abbastanza dell'inutile regalo ricevuto da lei per natale: il libro di Paris Hilton, che definire libro è troppo, ma tant'è libro rimane alla faccia di chi vorrebbe scrivere ma non ha un cazzo di editore pronto a pubblicare umili e saccenti scritti.
Stamattina dopo essermi calato nelle parti di chiurgo per rimuovere una ciste piena di pus nell'interno coscia, ancora shocckato dal dolore e con le mani intrise di sangue, mi sono seduto beato sul mio trono per una santa cagata mattutina.
Quale occasione migliore per prendere in mano quel "libro" tutto rosa e deliziarmi con le futili avventure della figa ereditiera?
Devo ammettere che mi aspettavo di peggio, trovando invece un insieme di foto molto carine quanto inutili, con la bella Paris immortalata mentre indossa strani abiti nelle pose più disparate.
Ma la mia è solo passione, duratura tral'altro, io quella ragazza la amo alla follia.
E poi, debbo dirlo, una che ingoia così bene dopo averlo preso placidamente nel culo per mezz'ora non l'ho mai vista.
La sua pelle di nobile ragazza ne avrà tratto sicuro giovamento con un occhio particolare alla linea.
Dieci centilirtri cum lode.




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7 ottobre 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: LEGGE ELETTORALE

In merito alla possibilità di una nuova legge elettorale, avrei le mie proposte da fare:

1. Basta coi seggi sparsi in tutto il paese, ne serve solo uno, sito in parlamento;
2. Basta con costose schede elettorali, si possono usare le facce e la pelle dei candidati;
3. Basta con le obsolete matite copiative, serve solo la lama di un taglierino;
4. Vince chi ha più cicatrici sul proprio corpo, possibilmente non sanguinanti;

Farebbe contenti tutti, sia belli che brutti, che sia maggioritario secco, proporzionale camuffato da novità o decomposto dalla noia, puzzolente come il sangue rappreso di un voto in cui, comunque andrà, sarà il nlostro culo a diventare ancora più largo e dolente.




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21 luglio 2005

CINICI ROBOTS

Il mondo al mattino è di un colore ancora sbiadito, ti sembra quasi bello.
Vedi i vecchi che camminano, le ragazze fresche che con gambe tornite scandiscono e misurano l'incedere nello spazio e nel tempo del nostro pianeta magico, codificando un particolare sistema di misura universale.
Quasi ti fa piacere fermarti per far passare un'anziana sulle striscie pedonali e vedere che ti sorride per il gesto inaspettato.
Addirittura sei mosso a compassione quando, dopo aver tagliato la strada ad un auto, ti senti in colpa, vuoi chiedere scusa, cosa rara oramai nel mondo, ma poi ti accorgi subito che dovevi farti i cazzi tuoi, perché dopo le scuse cos'hai ricevuto?
Solo i suoi insulti, miseri, violenti e gratuiti.
Ed allora cominci a pensare che i colori che avevi visto poc'anzi non sono poi così belli, che tutto il grigio della cappa sopra Milano ti nausea permeando nelle tue vene, soffocandoti e rendendoti un cinico robot pronto a tutto.
I pensieri non sono più gli stessi, ricordi solo ieri sera mentre vedevi la tua squadra in tv e ti accorgi che sia Milan, sia Juve che Inter sono piene di bei negrazzi, slavi con facce da banditi e fighetti adatti solo per stare assieme a Briatore ed alle sue puttane e, cosa gravissima, una di queste è la tua squadra e la cosa ti fa ancora più schifo.
Anche la sorte poi vuole darti una mano nel tuo odio mattutino e quando finalmente, evento inaspettato, capita di trovar parcheggio nella città in cui lavori evidanto di spedere sette eurini all'autosilos, appena ci passi davanti a piedi con passo baldanzoso, ti accorgi che ne fuoriesce una vagonata di fighe da perderci la testa, figa pelosa.  
Perché sarà anche vero che siamo cinici robot pronti a tutto, ma anche l'occhio ed il cuore vogliono la loro parte: l'occhio, il cuore e quella parte di un uomo che spesso fa parte del proprio cervello.
Fanculo mondo di merda, oggi è un giorno così.




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3 marzo 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: EIACULAZIONE NEVOSA

Sveglia presto, come al solito.
Alzo la tapparella, il cielo è gravido ma ancora nessun fiocco.
Rapido giro in bagno, anche io come tutti ho le mie funzioni fisiologiche da espletare, Rankin alla mano, ma con poca voglia di leggere.  
Torno in camera dopo meno di cinque minuti, completamente nudo e mi affaccio alla finestra.
Il cielo è ancora più gravido e cominciano a cadere soffici fiocchi di merda.
come mamma mi ha fatto, ma almeno in un ambiente caldo e confortevole.
Mi sciacquo, mi rado, mi pettino, mi coccolo e il tutto mi porta via solo dieci minuti.
A quel punto torno alla mia amata finestra, ora vestito, e con rammarico noto che c'è già un centimetro di merda che imbianca il cortile.
Il resto è un viaggio autostradale difficoltoso e un arrivo in puro stile pattinatore olimpico.
Ora continua a cadare quella cacchetta bianca come non ne vedevo da anni, ma si sa, quando deve nevicare non nevica mai nel momento e nel modo giusto.
Il resto è solo una noia pazzesca, la routine dell'ufficio e i pensieri a domani, quando forse l'eiaculazione di questo cielo pazzo, mi terrà lontano dalla mia casa, dal mio cuore, dalla mia vita. 
Neve, ci hai rotto il cazzo, le palle e tutto ciò che è apparato riproiduttivo, vedi un pò di andartene a fare in culo.
Un saluto, con finezza e savoir fair.

P.S. Se savoir fair si scrive in un'altro modo, non è un motivo valido che possa turbare l'andamento della mia giornata già infausta, grazie.




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1 marzo 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: EMANCIPAZIONE

Molte persone manifestano nel quotidiano la propria emancipazione, coi fatti e soprattutto nelle parole.
Per dirla tutta senza giri di parole, è più che altro un mero sfoggio dello smisurato orgoglio messo nel poterla mostrare questa condizione, più che viverla come fine a se stessa.
E mostrare o dimostrare poi che cosa?
Che cazzo, si! E' vero! Loro sono emancipati e tu sei solo uno stupido che tenta di vedere come mai non è sempre vera come cosa e perché gli effetti, putroppo e molto spesso, non sono certo positivi.
Ma loro te lo gridano e non ti ascoltano quando si degnano di farlo, lo sbattono sulla tua faccia e su quella del mondo intero senza chiedersi "ma tu che cazzo ne pensi?".
Ti fanno passare, volontariamente o no, per il conformista del cazzo che non sei, mentre ti additano, sempre volontariamente o no, come fossi specie in via di estizione, rara e senza possibilità di redenzione.   
Poveri illusi e povere stolte, scrivo usando volutamente le due distinzioni maschile e femminile, perché se c'è chi pensa che emancipazione sia una cosa "tipicamente donna", bhé, deve mettere in cantiere che possa valere anche il pensiero contrario oppure entrambi i modi di vedere la cosa: l'emancipazione riguarda tutti, anche noi bestie in via d'estinzione, tutelati si, da organismi che ne tutelino la vita sulla terra, ma ancora dotati di un seppur minimo senso di coscienza intelligente.
Emancipazione? Meglio di no quindi e tante grazie ai suonatori, augurando migliori auguri per figli maschi e femmine.
Tutti nel nostro piccolo risultiamo dipendenti da qualcosa, nel bene e nel male, ed uno sfoggio eccessivo di tal condizione, mi fa pensare solo a sto gran paio di palle, sempre nel bene e nel male, non sia mai.
Il vero nocciolo della questione però è un'altro: se siete davvero cosi emancipati od emancipate come dite, come dimostrate giorno dopo giorno a voi stessi e a ciò che vi circonda, il non rendersi conto di avere un disperato bisogno di se stessi?
Oppure avete raggiunto l'emancipazione anche dal vostro io?
In caso l'ultima domanda abbia una risposta positiva, fatemi un fischio, perché se penso che ci siete riusciti, una bestia rara, forse, può anche andarsene in pensione per far posto ad un'altra, nuova ed ancora non classificata.

Ogni riferimento a cose, persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale.
O forse no.
Chissà.




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31 gennaio 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: LA CURA

Più o meno dal 10 gennaio, ogni volta che con lo sguardo vedo un anziano alla guida dallo specchietto retrovisore, vi scorgo la faccia di Sirchia.
Si, proprio lui, lo stronzo che obbligandoci col proibizionismo, ci ha fatto smettere di fumare nei locali pubblici, ma che proprio farei a meno di vedere ogni santo giorno.
Quindi sono arrivato alla conclusione di dover farmi curare.
Credo proprio di aver bisogno di alcune fiale di nicotina purissima, così almeno potrei diluirla in acqua e qualche goccia di limone, scaldarla alla meglio e bucarmi in santa pace in qualche angolo del bar o ristorante di turno. 
Come risultato, eviterei di molestare i presenti ammorbandoli con le mie emissioni, diminurei l'inquinamento atmosferico polveri sottili comprese e sputtanerei comunque solo il mio organismo lasciando intatto quello degli altri. 
Il vantaggio dove sta potrete chiedere voi? 
A me pare così ovvio: non vedrei più il ministro Sirchia sottoforma di allucinazione.
Per quella, volendo, c'è sempre il buon vecchio acido lisergico.
  




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28 gennaio 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: LOTTO? NO, AUTOLAVAGGIO

Oggi, dopo mesi, mi son deciso a far lavare la macchina.
L'operazione mi ha fatto fruttare 4000 euro avendone spesi solo 10 con una mezzoretta di freddo a contorno.
E pensare che c'è gente che per il 53 al lotto vende cara la pelle.




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17 gennaio 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

2005, odissea nella mente umana.
Senza speranza è colui che crede alla fantomatica presenza di problemi nelle altrui vite dimenticandosi dei propri, vai a capire come funziona.
Forse, ma il pensiero non vuole essere assoluto, è meglio desistere.
Si, deve essere proprio così, desisto!
Del resto il grado di interesse non supera il quarto di punto in quella scala fatta almeno da cento unità percentuali.
Almeno cento, diciamo perchè sono sicuramente migliaia di più.
Un giorno ti fermi: osservi in giro e dentro di te, pensi mentre dai ossigeno al tuo piccolo cervello da menomato mentale. Questo è quello pensano di te, solo perchè segui il tuo istinto e non quello che gli altri vorrebbero.  
Respirando poi, è più facile vedere ciò che eri, che sei e forse quello che diverrai, la mente ti si apre e gli orizzonti assumo le forme che più ci piacciono. 
In quegli attimi ti passano davanti mille e ancor più cose: fatti passati, persone che più non ci sono, attimi vissuti e non. Il futuro molto spesso ce lo dimentichiamo, crucciandoci di cose appartenenti all'esclusiva del nostro passato.
Capita a tutti anche in questo momento e il tutto si riduce ad un fottuto turbinio di stati emozionali.
Poi d'un tratto, capisci che non te ne fotte proprio un cazzo: vivi il tuo presente, come quel pugno di anni ti hanno insegnato a fare ed ai pensieri, giusti o sbagliati che siano, non puoi dare che la minima importanza ammessa.
Lo vivi così, come viene, e poco importa se ogni giorno sai che qualcuno o qualcosa ti tirerà nuovamente in mezzo a ciò che non ti appartiene, che proprio non ti tocca, facendoti precipitare nuovamente in quel caos di emozioni che ti ha condotto fin qua, mentre scrivi e con un sorriso dai forma ad una tua intima riflessione.
Tentano e tenteranno di toccarti con fatti e parole, ma non ci sono riusciti: ci provano sempre e sempre lo faranno, ma non ci riusciranno mai; cattiverie e colpi bassi non sono esclusi, la tua scorza è la più dura però, tu lo sai bene e te ne preoccuperai nel modo giusto.
Capita così di ritrovarsi a vivere oppure sopravvivere a seconda del coraggio delle persone, va da se che ognuno fa quel cazzo che vuole con la propria vita. 
Vai avanti come un caterpillar e ti mangi tutto quello che incontri con pietre, sassolini nelle scarpe e scheletri negli armadi compresi.
Proprio non te ne fotte nulla di quel momento sublime che ti ha portato a pensare di essere un carroarmato, passando per quelle riflessioni così legate al tuo profondo da essere inconfessabili.
Ma tant'è così è se vi pare, paga la tassa e taci, dei cocci non so che farmene.
Sei li, ci sei, il resto non conta: si va avanti e non è poco.
Ma sai anche bene che non sarà l'ultimo dei pensieri nati in situazioni simili: non sarà l'ultimo perchè quel fottuto stato emozionale così intenso non è mai affar di noi stessi, spesso nasce dagli altri per poi piombarci addosso arricchito di negatività e congetture soggettive nate per sbaglio.
Così sia, è la vita ed è ora che cresci, devi prenderla così.
Chiamatelo egoismo se volete, per me è e rimane solo puro isitinto di sopravvivenza.




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13 gennaio 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: UNA SPLENDIDA GIORNATA

05.45, è l'ora della prima sveglia.
06.00, è l'ora della seconda sveglia.
06.15, fucilata nelle palle che finalmente mi desta, trattasi della terza sveglia.
06.30, La mia voce nonostante il colpo basso, non ha nulla degli acuti alla farinelli: somigiglia più a quella di un tenore di razza aliena.
06.45, sono già in macchina sull'autostrada buia e fredda: direzione città della Mole, degli Agnelli, della Juventus, di chiccazzosacos'altro. Una città dove oggi è previsto il blocco delle auto che hanno targa pari.
06.50, realizzo per l'ennesima volta che la mia targa è pari: merda.
07.00, mi convinco che la giornata odierna sarà riservata all'infrazione selvaggia, alla disobbedienza, alla protesta civile, all'inutilità di ogni proposito. 
07.30, l'autostrada è piena di cantieri buttana di quella vacca. Limite 90 km/h, velocità di transito 160 km/h, vale un ritiro patente, vale una soddisfazione, vale... ma quanto cazzo vale?!?!?
08.30, sono già in loco ed ho schivato il blocco, cazzocazzocazzocazzocazzofigatetteculo.
08.35, prometto a me stesso di rifarmi as soon as possible, rinnovo di violazione compreso.
09.00, briefing con cliente statale, indi fannullone, ergo idiota e sicuramente poco avvezzo al lavoro: non tarderà a dimostrare che i miei pregiudizi, almeno questa volta, sono più che fondati. 
10.30, inizio  finalmente le mie attività ma perdere tempo mi sta sul cazzo: decido che il cliente deve pagare!
10.45, prima delle tante sigarette: fumate in un posto di lavoro, pergiunta statale, così vicino ma proprio a un palmo da chi mi ha fatto svegliare alle 05.45 per nulla. O meglio, da cosa visto l'aspetto fisdico morale delle stesse.
17.00, ne ho le palle piene. Non ricordo nemmeno cosa ho detto, fatto, baciato, scritto, lasciato in testamento.
17.15, sono di nuovo nel traffico della città ove vige il blocco, con una macchina targata pari in flagranza di reato, passibile di multa e propenso alla bestemmia: come promesso alle ore 08.35.
18.40, arrivo a casa: stanco, soddisfatto e rimborsato.
20.40, la giornata è andata: ho violato tre leggi, tre codici se leggi vi sta sul cazzo, tre imposizioni, nessuno ha detto nulla ma la cosa non mi stupisce più di tanto: oggi di persone che si sono comportate come me, ne ho viste parecchie. Credete che qualcuno abbia mosso un dito? Troppa Grazia, che mmi sta anche un pò sul cazzo, preferivo sua sorella. 
20.45, se volete ora, datemi pure dell'incivile: ho le orecchie che bruciano e non sono nemmeno andato a sciare sulla neve. E si che li a Torino quest'anno, con l'arrivo di Mutu lo zingaro, dovrebbero averne più del solito: ladri e drogati, cara la mia juve non ti smentisci proprio mai. 
21.00, fine di un post inutile, scusami lettore ignaro di tutto.




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12 gennaio 2005

[SUP-POST IPERDURISTA]: L'ONDA MALEFICA, SOLIDARIETA' E SFOLTIMENTO DEMOGRAFICO

L’onda malefica.
Tutti hanno voluto dire la loro e ciò mi appare legittimo. Il mio sentimento si è avvicinato soprattutto a questo pensiero:
“Perché la solidarietà che è esplosa nelle televisioni di tutto il mondo, determinando una vera e propria gara di interventi, rimane invece assente dal prendere coscienza delle 20.000 vittime di ogni giorno, bimbi che muoiono di fame, ogni giorno appunto, da cinquant’anni a questa parte?
Perché assommare dubbi morali sui benefici immensi delle cellule staminali, capaci, a quanto pare, di risolvere in modo definitivo e scarsamente costoso, le molte malattie, anche mortali e al tempo stesso lasciare che per mezzo secolo 20.000 bimbi al giorno, ogni giorno, nessuno escluso, muoiano di fame e di indigenza?
La notizia forse dovrebbe essere formulata in altro modo, per avviare reazioni proporzionate e veramente solidali alla lotta contro un genocidio così sistematico e, si direbbe, “voluto”.
Forse una semplice operazione aritmetica riuscirebbe più convincente, ovvero:
365 giorni di un anno x 20.000 bimbi morti di fame ogni giorno = 7.300.000 che muoiono ogni anno, 73.000.000 di bimbi che muoiono ogni dieci anni moltiplicati x 5 = 365.000.000 di bambini morti per fame in questi ultimi cinquant’anni.
Insomma è difficile credere che questi trecentosessantacinquemilioni di morti siano vittime di una catastrofe naturale, visto che forse basterebbe organizzarsi per offrire a questi bimbi un pugno di riso e una tazza di miglio, e permettere loro di crescere e di esserci almeno fisicamente.
Ed ora torniamo pure alla demagogia delle buone azioni, ce n'è di bisogno.




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28 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: SOLO QUANDO

Solo quando contare non avrà più senso.
Solo quando stupefarsi non avrà più un motivo.
Solo quando i morti, la morte e le loro anime avranno pace.
Solo allora, alla fine di tutto, andatevela a pigliare in culo silenziosamente e con molto dolore. 
Siete bravi bravissimi a parlarne, sarete ottimi ottimissimi anche del doveroso silenzio.
Parlarne è bene, dico io,  purché se ne parli.
Stare in silenzio è meglio, dico io, purché ci si stia.
Fanculo razza umana.
Ogni giorno che passa mi fai sempre più schifo.




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15 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: LA RAZZA UMANA NON MORIRA'...

La razza umana non morirà, solo che alcuni finiranno all'inferno e non mi dispiacerebbe accompagnarli.
Ci vorrebbe un supereroe, di quelli vecchio stile, old-fashioned super hero, coi suoi missili, le varie alabarde spaziali e le tette esplosive, per uccidere tutti i cattivi ed anche qualche buono che non si sa mai.
In guerra, si sa, qualche sacrificio è preventivabile anche se poco accettabile, ma comunque ineluttabile nel disegno superiore delle cose.
I treni partirebbero sempre in orario e Caronte, il pilota, saprebbe condurre tutte le anime perse a destinazione, senza intoppi, ritardi e guasti al motore. "Si viaggiare..." sarebbe la colonna sonora di quel viaggio eterno, sparata ad un volume demoniaco dalle casse, mentre le anime si contorceranno nel dubbio di poter essere a breve dannate o solamente di essere state dannose, senza mai avere una risposta, in un ciclo omicida dell'anima di cui si acquisisce diritto acquistando il biglietto di quel treno o semplicemente se qualcuno, incauto, vuole farti un pessimo regalo.
Rabbia? No...
Pazzia? No...
Egoismo? No...
O forse si.
Per me, riserverei solo un viaggio, lungo qualche anno o anno luce, destinazione IO, il satellite del pianeta Giove che mi piace di più, patria e rifugio di tutti gli egocentrici psicotici.
Li non avrei di che lamentarmi e forse potrei trovare anche io eterno riposo, dona me o signore.
Ma signore de che?
Tutto ciò, però, non prima di aver accompagnato quegli alcuni della prima riga e averli visti torvi in volto non capendo che cazzo gli stesse succedendo.
Inghiotto una pillola.
Attendo che faccia effetto.
Tra un pò dei miei disegni mentali, non resterà che un torpore artificiale.
Vivo su Andromeda, non so che anno sia e guardo Orione e le Pleiadi sorridenti da quell'angolo comune di cielo.




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7 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: L'ARTE DI ARRANGIARSI

Sono padroni nel mondo: in tecnologia, riguardo a politica, nell'economia, per la vita altrui.
Padroni di tutto insomma.
Hanno inventato il niente dal nulla, brevettato il di più e comperato il resto, anime comprese.
Riempiono il loro vuoto storico-esistenziale con migliaia di cazzate e tra la verità e la menzogna, scelgono sempre la carota che zio george gli mette davanti al naso, incuranti da quella che sta per raggiungere lo stomaco per vie traverse.
Ma noi non siamo LIMERIGANI, siamo LITAGLIANI e abbiamo una cosa che si chiama ARTE DI ARRANGIARSI quando il resto non basta.
E se poi non sai usare WINZIP e sei un ingegnere con master al MIT, non venirlo a chiedere a me.
Arrangiati o al limite sgancia due bombe ad alto potenziale in zona brianza.




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7 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: COCACOLA-PEPSICOLA-OSSODURO-VAFFANCULO

Quando uno si rompe i coglioni, se li rompe e basta, amen e buonaotte ai sognatori.
Finita lì.
Nuda e cruda come sa essere solo un espressione di qualcosa che pulsa. 
Una volta, quando ero piccolo, sfacciato e col moccio al naso tutto da leccare, me la sarei cavata con un bel: COCACOLA-PEPSICOLA-OSSODURO-VAFFANCULO.
Oggi, che invece sono grande, sempre sfacciato ma col moccio al naso ormai gustato da un pezzo, non mi resta che il VAFFANCULO, arma sempre piu debole viste le primavere. 
Preferivo rimanere piccolo, senza ombra di dubbio.
Avevo piu cose, perché forse me ne davano di più.
E non parlo solo delle badilate ricevute sul culo da quel inutilità che io chiamo padre.
Ero più libero, più ricco dentro, più curioso e nessuno si sarebbe mai sognato di fregare un bambinetto e vivere alle sue spalle. 
Ma le cose cambiano.
Spariscono le badilate, passano i periodi passati ad incollare fichi sotto i banchi, si allontana anche la voglia di essere una persona buona e coerente.
Se ne va via tutto, frettolosamente sostituito da qualcosa che non sempre piace e riempe come speravamo.
E va via di fretta, scappando da quella dimensione bianco ovatta, verso quella nero carbone tipica dell'accessorio.
L'accessorio della società, soprammobile della civiltà contemporanea.
Lui che dove lo metti lo metti, sta male.
Lui che dove lo sposto lo sposti, fa un danno.
Lui che anche seduto in disparte pensa: "COME STO MALE".
Lui che subito si sposta in una nuopva disparte e, come fosse automatica azione ed immediata reazione, ripensa "FORSE STAVO MESSO MEGLIO PRIMA".
Lui che, alla fin della fiera, diventa davvero accessorio della società, materializzando un fottuo incubo tachicardico. 
Senza via di fuga, se non un piccolo frammento preso da una nenia di infatile memoria: VAFFANCULO!!!!
COCACOLA-PEPSICOLA-OSSODURO si sono persi per strada.
Come denti spezzati e pieni di sangue, esplosi dopo un sano cazzotto sul grugno. 

Tirzio featuring A.R.




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3 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: LETTERA A NATALE

Ciao Natale.
Festa per pochi, molti, eterni bambini.
Ti avvicini anche quest'anno, carico del tuo solito e fottuto fintobuonismo.
Tu.
Si proprio tu, che ti chiami così e chissà perché.
Tu che hai un nome proprio di persona, Natale, ma che per esigenze ignote vieni tradotto e commercializzato nei modi più disgustosi.
Tu, che a sei anni dovevi portarmi un magnifico aereo da pilotare ed invece mi hai donato un inutile piumone di finta oca.
Ehy, cazzo, porca vacca morta, dico a te.
Spirito sempre poco alcoolico del natale di tutti e di nessuno.
Vieni e portami via.
Fammi parlare coi tuoi avi, coi tuoi rappresentanti odierni e con quelli futuri.
Fammi viaggiare, vedere il passato, il presente ed il futuro.
I colori, gli gnomi, le renne, babba natale, tua nonna in cariola e i parenti tuoi tutti, befana included.
Cambia e scalda questo mio cuore di ghiaccio.
Dimostrami che i giochi li costruistono i tuoi elfi e non quel figlio di puttana di Preziosi.
Ma soprattutto, caro Natale, fammi viaggiare, con gli occhi aperti e la mente finalmente libera. 
Un viaggio mentale, che mi manca da molto.
Ne ho un immenso bisogno e risparmio pure col pusher di fiducia, che di me non ne può proprio più.
Per sempre tuo.



Firmato
Un bambino viziato e cresciuto troppo in fretta




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2 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: CATTIVI ODORI

Che giornata morta nel condominio che ci ospita senza pretendere affitto, sarebbe proprio il caso di pestare i piedi a qualcuno.
Ma si sa, pesta qua e pesta la, prima o poi una merda la schiacci.
E non è detto che porti fortuna.

Il cannocchiale, la community più puzzolente che ci sia.




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1 dicembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: O DENTRO O FUORI, 5 EURO

Mammuzzi ci mise 17 ore 17 a cagarmi fuori.
Un motivo che sia almeno mio, ci sarà.
Probabilmente stavo bene la dentro a sopravvivere a sbaffo, oppure già intravedevo le minchiate della razza umana e non volevo proprio uscire dalla sua patonza.
Più realisticamente però, già in fase embrionale, manifestavo il mio essere cagacazzo.
Un panino, uno spinello e un bicchiere di birra. Tutto a muzzo, esclusivamente freeware, coccole comprese.
O dentro o fuori.
Senza pagare 5 euro di parcheggio o pedaggio.
Laggiù, nei meandri del suo utero, stavo proprio come un semidio.
Quassù, invece, mi tocca sudare, e non solo quando tento di rientrare in quella magica cavità.




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21 novembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: TRECENTOSESSANTACINQUE

Un'anno.
Quanto cazzo è lungo un'anno?
Molto poco, dico io.
Di sicuro meno di quegli istanti passati come fossimo bestie.
Trattati come criminali.
Umiliati come solo i proibizionisti sanno fare.
Poco importa se tutto accadeva a pochi giorni da quel giorno fatale per diciotto di voi.
Noi eravamo qua, con la nostra vita.
Di voi, luridi porci vestiti di nero e sporchi di rosso, non ci importava un emerito cazzo.
Un'anno per riflettere e vedere se davvero qualcosa fosse cambiato.
Inutile dirlo: non è cambiato nulla.
Zero.
Niente di niente.
O forse si, ma nella direzione opposta. 
Inutile tentare di cambiarci.
Siamo sempre qua.
Siamo sempre noi. 
In fondo si tratta solo di esser buoni o cattivi.
O stare nel mezzo, fottendosene di tutto.
Auguri e buon anniversario.
Quello che si è solo un ricordo nelle nostre teste, una piccola scritta su questo muro di bit.
Fatto di parole, fatti e basta.
Fatti.
Momenti di vita passati per strada.
Lì da dove veniamo.
Li, in quel luogo che giorno dopo giorno ci vede vivere e morire.
Se i suoi voleri corrispondono alla sua volontà.
Se no, che se ne vada a farsi fottere.
Noi non lo seguiamo.




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29 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: CHIACCHIERA E DISTINTIVO

Dopo aver vomitato fiumi di parole su ciò che vivo e provo, sarebbe bello e quantomeno simpatico farlo anche per chi si dimostra essere solo chiacchiera e distintivo nella mia vita reale e non.
Proprio loro, i chiacchiera e distintivo.
Per loro una saccagnata in testa con la mazza da baseball e via di strofinaccio se gli schizzi sporcano in terra, come Al Capone negli Intoccabili, ma con un innato senso per la pulizia, perché detto tra noi, la visione del sangue, non piace a nessuno.
Alla buona fede credo sempre meno, specie se è facile nascondersi dietro un anonimato nemmeno troppo anonimo. 
Sono amabile e buono, se rispettato, ma posso diventare stronzo e cattivo, se stuzzicato.
E se qualcuno pensa che qua dentro è il mondo dove tutto è permesso e le cose possono anche essere gratuite, venite fuori, in mezzo alla strada strada.
Sono cresciuto li e sono abbastanza grande per difendermi.




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19 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: GENERAZIONE X,Y,Z, CHIMICA

Il presente è andato, la fantasia è parte della realtà e noi molliamo i freni.
I pensieri sono nitidi eppure non stiamo affatto pensando.
E questo ci fa stare bene.
Smettiamo di controllare le cose, siamo attraversati da calde correnti chimiche.
Fluttuiamo.
E' un danno cerebrale?
Dimentichiamo il dolore e il male della vita, e vorremmo essere altrove.
Non ci sentiamo più minacciati dalla gente.
Tutte le nostre insicurezze sono evaporate.
Siamo nelle nuvole, completamente aperti. 
Siamo esseri dello spazio in orbita attorno alla terra.
Si il mondo appare meraviglioso da quassù.
Siamo desiderosi di qualcosa che non si può avere.

Rischiamo la follia.
Per qualche attimo di luce.
Così poca memoria.
E così tante idee.

Si urtano quelle che scorrono via e quelle che arrivano.
Siamo invasi da una infinita sensazione... d'amore.
Scorriamo all'unisono, siamo insieme, vorrei che fosse vero.
Noi vogliamo sentire questo universale senso di insieme dove poter stare bene.
Con chiunque.
Siamo in sintonia, parti di un movimento che conduce alla fuga.
Vi diciamo... addio.
In fondo, vogliamo solo essere felici.
...si, SI!...
....
Qspettate.
Ma di che cazzo stavo parlando?

Human Traffic




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16 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: IERI, OGGI, DOMANI

Quando ero solo un bocia, diciamo sui sedici, guardavo sempre le ragazze sbagliate: troppo grandi e troppo fighe per me che allora ero solo un piccolo plebeo.
Arrivato poi alla tanto agognata maturità, diciamo sui diciotto, delle donne me ne fotteva relativamente e c'era spazio solo per divertirsi e fare i cazzoni con gli amici: vacanze al limite dell'impossibile, sbornie (anche chimiche) e spensieratezza a iosa. Le donne, quando c'erano, erano più un motivo di vanto, meri oggetti da esibire tra i più che un fatto di reale completezza interiore.
Ora che sono un pò più cresciuto, diciamo sui venticinque, di divertirmi e fare il cazzone ho sempre meno voglia, e se dio vuole una donna con cui condividere un fottuto sentimento, dicono il più importante tra tutti, l'ho trovata. Mi diverto ancora, ho ancora voglia di scherzare e babbiare la vita, ma lo faccio con un istinto razionale che si fa via via più sentire.
Ho avuto il mio tempo e ancora ne ho in quantità.
Mi piace pensare sia così.
Mi sono divertito come pochi, non rimpiango nulla e rifarei tutto da capo se me ne dessero la possibilità.
Tutto, niente escluso.
Dalle cagate più impensabili, come ritrovarsi marcio e smarrito, sotto l'effetto di non so quale tipo di fungo allucinogeno per le scale del proprio hotel ad Amsterdam o fino a quelle più pensabili come aspettare l'arrivo della conoscenza sul balcone di casa durante le svariate lezioni di "filosofia" quotidiana.
C'è solo una cosa di cui provo un certo rammarico e questo solo perché il mondo va proprio alla rovescia: ai miei tempi, diciamo sui sedici, quando le donne tiravano e facevano tirare, ma non c'era mai trippa per gatti, non c'erano tutte quelle patonzelle da sgrillettare che si vedono in giro ora, vestite da donne, ma sempre troppo simili a mignotte.
Mi sarei divertito, sarei cresciuto, avrei sicuramente vissuto momenti in cui mi sarei sentito grande.
Ora che quei tempi li vedo solo nei ricordi, non mi resta che cominciare a pensare a quando sarà mia figlia, sull'orlo di quel marciapiede mentre raggiunge i suoi amici a dire: no ragazzi, non è un poliziotto. E' solo il mio magnaccia.




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11 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: L'ARABIA E L'INGORGO

Come resistere alla tentazione di farsi 25 chilometri di coda per recarsi sul posto di lavoro di lunedì mattina?
Basta pensarci un poco e già ti viene una gran voglia di vacanze.
Fossi più fortunato e ricco (ma neanche troppo) sarei in vacanza in Egitto o in quelche località del Mar Rosso, senza code, ne inquinamento, ne orari da rispettare. Con gli arabi pronti a sgozzarmi e i testedikamikazzo sempre attenti a scegliere il posto giusto e le modalità più adeguate per farsi odiare, per sporcare l'anima di sangue innocente, per dimostrare al mondo intero che forse... che forse un cazzo. 
La guerra non è mai giusta.
La religione neppure.
Una guerra di religione è un disatro.
Due culture così diverse devono stare separate fino a quando non si raggiungeranno livelli di crescita simili: un pò di più per loro, condannati da noi occidentali ad un forzato sviluppo. Un pò meno per noi, condannati dagli stessi occidentali ad un degrado morale sempre più evidente.
Fino ad allora, meglio restare separati, con terra bruciata tra noi e loro o anche con lingue di asfalto e cemento non percorribili. Del resto anche la il traffico rappresenta un problema, l'unico a detta dell'uomo che ci governa comprandoci. Perciò non miresta che una sola, obbligata scelta: mi tengo la coda delle autostrade milanesi.
Buongiorno mondo, oggi mi fai un pò più schifo di ieri.




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7 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: LI IMMORTACCI

Ho scoperto che io e Moana Pozzi siamo nati lo stesso giorno, ma in anni diversi (anni non ani).
In comune però non abbiamo nient'altro. Non sia mai.
Anzi, forse una cosa c'è.
Il fegato che se ne sta andando a Moane... ehm... a puttane.
Magari se mi faccio biondo, mi silicono per bene e mi prostituisco spacciando il tutto per arte, magari divento ricco e famoso senza sbattimenti.
No, ripensandoci qualche sbattimento lei lo ha fatto, anzi, se l'è fatto fare.
Par bleu, che scurrile che sono.
Pace all'anima sua, tanto, a ben pensarci, potrebbe anche non essere morta, ma solo sparita.
Lei, come tutti LI IMMORTACCI.




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1 ottobre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: SEPARATI ALLA NASCITA (SU RICHIESTA)

A grande richiesta, vista la dimensione:
Notizia esclusiva ed anche un pò azzardata,
questi quattro ragazzoni sono stati separati alla nascita. Trattasi di Mike Baird, Michael Moore, Mario Adinolfi e Phil Margera, guardare per credere:

Riuniamoli!
Anche perché clonarli sembra una mancanza di stile, qualcuno ci ha già pensato a suo tempo.




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30 settembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: COME IN COMUNITA'

Manco per due settimane e torno privo di interessi.
Ho mille idee, cinquecento pensieri e zero voglia di scrivere.
La comunità, il cannolo, ciu accoglie, ma non si vedono i benefici della cura.
Ah, cazzo, non è quel tipo di comunità.
O forse si?
Piu o meno, dico io!
Ogni blogger o chiunque scriva qua dentro diventando tale, tutti i giovedì a posto non li ha. Le rotelle girano comunque, ma in modo strano, non necessariamente sbagliato, va da se.
Il sottoscritto è tra i primi comunque, non sia mai che io mi chiami fuori causa. Come Obelix che cadde nella pentola di Panoramix da piccolo, io sono cascato nel pentolone della pazzia.
E ne sono felice.
Del resto nelle altre comunità non mi avrebbero accettato.
Solo DOL e gli amici RIFORMISTI, la cui carta da giornale arriva direttamente dal cesso, poteva accogliermi e mi devo accontentare.
Posso scacazzare in giro e vomitare dove mi pare? Oppure devo aspettarmi che qualcuno della redazione venga a prendermi a calci per infilarmi una camicia di forza?




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28 settembre 2004

[SUP-POST IPERDURISTA]: SEPARATI ALLA NASCITA

Notizia esclusiva ed anche un pò azzardata, questi quattro ragazzoni sono stati separati alla nascita. Trattasi di Mike Baird, Michael Moore, Mario Adinolfi e Phil Margera, guardare per credere:

Riuniamoli!
Anche perché clonarli sembra una mancanza di stile, qualcuno ci ha già pensato a suo tempo.




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